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il destino della determinazione

TERZINE MANAGERIALI [e cittadine] #165

14 marzo

ti infrangi ostinata sullo scoglio che, tutto sommato, se ne frega

quattro secoli dopo, stai sicura, qualche dubbio gli verrà e qualche preoccupazione;

quando crollerà nel mare l’avrai vinta e non avrai più senso di esistere.

sempre sul pezzo

TERZINE MANAGERIALI [e cittadine] #95

02 gennaio

già domani agenda e sguardo fiero,

e l’aria di chi è nato pronto;

cazzo ho dimenticato la cintura e il pantalone cala.

+ BIOGRAFIE – CURRICULA

Nell’ Era dello Squalo Bianco  conta di più come sei fatto tu rispetto a ciò che hai imparato a fare.

Per inciso, ancora oggi tutta questa enfasi sui curricula e sulle competenze maturate è sconcertante: che tu sia un ottimo astronomo, linotipista, fiocinatore di balene; che tu conosca l’inglese, il serbo e l’arabo; che tu abbia lavorato in grandi merchant bank e quindi nell’editoria e quindi nella grande distribuzione che sicurezze darà – a te e all’azienda per cui lavorerai – se non si sa più quale sarà il territorio in cui vivremo nel futuro (e quindi quali i  “pericoli” da affrontare e quali le competenze da possedere)?

Certo, il “come sei fatto tu” e il “ciò che hai imparato a fare” sono senz’altro correlati: una persona molto determinata, molto paziente, molto curiosa, molto disponibile ad apprendere e a cambiare probabilmente imparerà a fare più cose e più rapidamente rispetto ad un pigro- cialtrone- “so tuto mi”!  Così come certamente avere appreso molte cose in qualche modo determinerà una maggiore fiducia nel poterne apprendere di nuove…

Ma il punto è proprio questo: ti posso insegnare l’inglese e la matematica, ti posso allenare a passeggiare su un filo, a riconoscere ogni e qualsivoglia genere e specie di vegetale…ma come faccio a farti diventare “determinato”? Coi corsi in cui si cammina sui carboni ardenti, forse? Io ne dubito.

Eppure innanzitutto questa è la partita: di ciascuno per se stesso e del manager rispetto ai suoi collaboratori.

Diplomi, curricula dicono sempre meno: è questione di biografie.

Vediamone una, allora, che – pur essendo totalmente un parto della mia fantasia e quindi, come si dice, non vi è nessun riferimento a persone reali – risulterà molto comune e, appunto, realistica.

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