Archive | successo RSS for this section

Il Successo fugge subito via

successo è PARTICIPIO PASSATO.

E quindi – per definizione – ci parla di una roba che non c’è già più (c’era un minuto fa, ieri, l’anno scorso).

Quindi non solo il successo ARRIVA, ma poi se ne va anche subito via.

Insomma: tu fai qualcosa, qualche volta con un qualche rapporto con quel Successo che forse arriverà (hai studiato canto perché ti appassionava, ti hanno sentito e fai il tenore alla scala)  ma tante altre volte per motivi non così chiaramente spiegabili e apparentemente senza uno scopo definito, camminando senza meta; poi un  giorno, con l’intervento più o meno preminente del caso,  incontrerai  quei riconoscimenti immateriali ( applausi, ammirazione, emulazione, notorietà e, come detto, talvolta invidia) e materiali (ruoli formali, potere, soldi) che ti segnaleranno l’arrivo del Successo. Incontrerai la gioia e la soddisfazione e talvolta l’orgoglio conseguenti.

Benissimo. Festeggia. Apri una bella bottiglia. Bevitela tutta. Ma poi basta.

Perché – essendo Successo participio passato – e derivando da ciò che ormai è già dietro le tue spalle, sarà opportuno dimenticarlo il prima possibile.

Perché il Successo – quel particolare Successo –  inizia a finire, talvolta è già finito, appena si realizza.

Alberto

SUCCESSO E’… #10

lo sai solo dopo.


 

IL SUCCESSO E’….#9

è durante i fallimenti che scopriamo la nostra vera sete di successo.

Kevin Ngo

 

 

SUCCESSO E’…#8 [fissiamo qualche punto]

  • al successo non si arriva;
  • è il successo che – forse – arriva, che può arrivare, dopo aver raggiunto qualcos’altro.

Quindi se ottengo l’obiettivo di seguire una dieta, di chiamare tutti i numeri dell’elenco, di tirare a canestro per venti ore al giorno allora – dopo, forse – arriverà il successo.

Il successo non è un obiettivo ma una conseguenza del raggiungimento di un obiettivo.

Il  Successo può essere un’aspirazione, una visione, un desiderio, un sogno che comunque si può realizzare solo DOPO aver conseguito – il Successo consegue, arriva dopo aver raggiunto – un obiettivo in qualche misura correlato.

tutto chiaro?

Alberto

il successo è…. #7

C’è una bellissima canzone interpretata da Lucio Battisti, una delle poche in cui la musica non sia stata scritta da lui, mentre le parole sono comunque di Mogol (l’ha anche rifatta Vasco Rossi pochi anni fa):

Mi sono alzato, mi son vestito, e sono uscito solo, solo per la strada…

ho camminato a lungo senza meta, finché ho sentito cantare in un bar,

finché ho sentito cantare in un bar

…canzoni e fumo ed allegria, io ti ringrazio sconosciuta compagnia,

eppure ieri morivo di dolore ed oggi canta di nuovo il mio cuor (eeh eeh),

oggi canta di nuovo il mio cuor…

Felicit –a –a , ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già…

 

Zacchete!…Hai ritrovato la felicità.

Che bello.

Ma – prima – ti sei dovuto alzare, vestire e uscire solo – solo – per la strada.

Perché sei uscito? Perché il tuo obiettivo era trovare un sconosciuta compagnia che ti facesse ritrovare cantando la felicità?

No.

Perché avendo perso la felicità appena ieri ti deprimevi a stare da solo in casa.

Qual era il tuo obiettivo SMART?  Distrarti, consumare calorie e tossine e malinconia nel camminare a lungo senza meta.

E questo sarebbe l’obiettivo SMART?

Proprio così:

  • Specifico ( esco e cammino per la città, questa precisa città, fino a che non sarò talmente stanco da riuscire a dormire nonostante l’infelicità)
  • Misurabile (in chilometri, in ore, in vesciche ai piedi)
  • Attraente (nel senso, in questo caso, che piuttosto di rimanere in casa a macerarmi trovo più attraente uscire)
  • Raggiungibile (be’: alzarsi, vestirsi e camminare costituiscono senz’altro uno sforzo notevole – specie se si è depressi – ma è comunque alla nostra portata)
  • Tempificato (esco adesso, stasera: non “prima o poi lo faccio”, non “prima o poi accadrà che mi alzi”).

Ritrovare la felicità viene dopo.

Dopo lo sforzo  di alzarsi, vestirsi e uscire solo – da soli – per la strada con l’obiettivo di distrarsi un po’. Dopo aver conseguito l’obiettivo di uscire di casa per distrarsi.

[…segue…]

Alberto

Il successo è… #6

Verso di Dio, capacità di raccoglierne la sfida, circostanze opportunamente giunte.

Alla fine il Successo è tutto o “tanto tanto tanto” in questo terzetto:

Dio (scintilla iniziale,vocazione, natura, carattere), sfida, circostanze.

Il segreto sta tutto qui.

[…segue…]

Alberto

Il Successo è…#5

Nelle sua Rubrica Posacenere sull’inserto Domenica de Il Sole 24 Ore del 6 maggio 2012, Andrea Camilleri scriveva:

Rainer Maria Rilke usava dire che ai veri poeti il primo verso viene regalato da Dio, mentre tutto il resto è dura fatica dell’uomo.

Controprova: tutti i primi versi delle poesie di Leopardi sono scritti sulla carta senza una variante, una correzione, già in bella copia, come dettati, appunto, da Dio.

I pentimenti, i dubbi, i ripensamenti, le parole messe tra parentesi tonde o parentesi quadre, vengono dopo, in alcuni casi iniziano addirittura dal secondo verso. Perché il problema è mantenersi, nei versi successivi, alla stessa altezza poetica del primo. E se le cose stanno come dice Rilke, non è impresa da poco, perché tutto sommato scrivere altri versi dopo quel primo equivale a raccogliere una sfida divina sulla Parola.”

E dopo, aggiungerei, ammesso che tu ti sia mantenuto alla stessa altezza, dovresti anche trovare un mecenate, un editore, una circostanza che ti faccia pubblicare A Silvia o L’Infinito. Fossero anche solo i soldi e le relazioni di papà.

[….segue…]

Alberto