L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEI BUONI CONSIGLI

Molti anni fa – ero adolescente – mia madre si sentì in dovere di darmi dei buoni consigli per la mia vita da adulto.
Tutto il discorso ruotava attorno al tipo di posto di lavoro giusto da occupare e alla sua maggiore o minore capacità di garantire quella sicurezza che era –ovviamente secondo lei – la precondizione per una vita da adulto non dico felice ma per lo meno serena.

L’ equazione che mi si proponeva era più o meno la seguente:

* POSTO OCCUPATO (se “giusto” ) = SICUREZZA = SERENITA’

Ovvero: la tua serenità dipende dalla sicurezza derivante dal fatto di occupare un posto (giusto).

Alla mia domanda su quale fosse allora un posto giusto rispose dandomi diverse alternative:

1. lo stato
2. la banca
3. la grande azienda
4. non importa dove ma fai carriera

Nel corso degli anni ho ringraziato ripetutamente il fato per avermi “costruito” strutturalmente disubbidiente.

Perché confrontando nel corso degli anni le mie scelte con le storie di amici ( “sono quindici anni che faccio l’insegnante precaria di greco…”), le vicende viste in diverse organizzazioni (Ferrovie dello Stato che dimezzano i dipendenti in 10 anni, il Sistema Bancario che accumula esuberi, Torino che si de-industrializza felicemente e si dedica allo sci, la General Motors che nel momento in cui scrivo non è ben chiaro se esisterà ancora, il numero di dirigenti in continuo decremento a furia di “schiacciare” le piramidi…) mi sono accorto che, escluso un odio contro natura nei miei confronti ovvero un suo precoce alzheimer , mia madre semplicemente si sbagliava di brutto.

Scriveva Peter Drucker: “Stiamo vivendo uno di quei periodi della storia, che capitano ogni 2-300 anni, in cui la gente non riesce più a comprendere il mondo, nei quali il passato non è più sufficiente per spiegare il futuro”.

So che molti penseranno: che fortuna posso avere! Bastavano trent’anni prima o dopo e non sarei incappato in questa maledizione.

Vero.

Ovviamente mia madre raccomandava alcune regole di vita che più o meno avevano funzionato per bisnonni, nonni, padri, lei stessa ma, arrivato il mio turno, non funzionavano più, non c’entravano più nulla.

Bene.

Però, adesso che è il mio turno, che cosa posso consigliare ai miei figli? Quali sono le regole utili per il contesto attuale?

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